TESTO INTRODUTTIVO ALLA MOSTRA

Verwandlungen

Scultura, fotografia di Helga von Hofe Romana Prinoth

Le due artisti Helga von Hofe e Romana Prinoth hanno intitolato la loro mostra tenendo conto del processo di formazione di alcune loro opere più recenti. Istintivamente il titolo richiama a due grandi della letteratura mondiale: Ovid e le sue „Metamorfosi“ e Franz Kafka con il suo romanzo „La metamorfosi“.

 

Da alcune fotografie e oggetti degli artisti risulta evidente una influenza reciproca che crea un dialogo tra le singole opere. Le sculture di von Hofe sono come una base per l'interpretazione delle fotografie di Prinoth, e di rimando le fotografie con riflessi cangianti suscitano impulsi per le nuove sculture. Forme umane ed animali appaiono in una fase di un processo di trasformazione il cui risultato non è definito. Heinrich Schwazer descrive questo stato nel testo del catalogo in modo molto azzeccato: „Si sente la loro forza che dall'interno agisce verso l'esterno come se la loro forma fosse solo una fase transitoria, gelata di una trasformazione impercettibile“. Forme esotiche con estremità di dimensioni eccessive sembrano trovarsi in uno stadio di passaggio, mentre altre, in parte forme frammentarie di intensa colorazione monocromatica rivelano chiaramente la loro identità: una lingua si protende avida, un orecchio che pare assorbire il rumore della stanza. Gli oggetti astratti, modellati in maniera „grezza“ appaiono come provenire da un mondo diverso il cui animo profondo sembra fluire verso l'esterno.

 

Solo osservando attentamente, il visitatore è in grado di ritrovare nelle fotografie di Romana Prinoth i dettagli delle sculture. Dal processo specifico di elaborazione (incroci, riflessi …) nascono fotografie, che in un primo momento a chi osserva richiamano associazioni a eventi straordinari e sferici. Indeterminazione come modo per creare astrazione accoppiata alla chiarezza di punti e linee luminosi generano immagini surreali che in un primo momento sembrano non avere alcun riferimento reale. Osservando bene si crede di riconoscere visi, dettagli di corpi o scheletri umani e animali. Al visitatore è chiesto di riflettere con tutte le sue esperienze ed i suoi ricordi sulle fantasie apparenti di un mondo sognante o sugli stimoli ottici percepiti in una frazione di un secondo dal nostro mondo cinematografico e televisivo.

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Foto ab/dal 2016 © Nora Sölva

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