TESTO INTRODUTTIVO ALLA MOSTRA

Two di Luca Coser e Arnold Mario Dall'Ò

Si dice che tutti si abbia un se stesso rovesciato rispetto alla nostra natura e sperduto in qualche angolo del pianeta. La cosa non ci stupisce finché resta astrazione e non intacca la nostra unicità.

 

Il tema dello sdoppiamento della persona e della identità, e quello affine dello scambio, è presente nell’immaginario di tutti i tempi e ha generato numerose manifestazioni artistiche. In questo immaginario personaggi e situazioni appaiono raddoppiati, si sovrappongono e si intrecciano tanto da creare una realtà sempre diversa, nella quale è difficile ritrovarsi. Una somiglianza incredibilmente perfetta o anche solo approssimativa, l'essere uno e due contemporaneamente, può provocare una sorpresa che può portare a riflettere su se stessi con ironia o con gravità, divertire o sconfinare nello sgomento

fino a diventare addirittura un'ossessione.

 

Con TWO, Luca Coser e Arnold Mario Dall'O intendono indagare il territorio del Doppio mettendo le loro ricerche artistiche in stretta relazione nel rispetto di alcune precise regole. I due artisti, lavorando con ironia soprattutto sull'idea che afferma “l'unicità” dell'opera d'arte e dei loro autori, hanno deciso di realizzare una ventina di opere, circa dieci a testa, “diverse” formalmente ma “simili” nell'osservanza dei presupposti del progetto.

 

Due dipinti di identica misura, due disegni entro due identiche cornici, due sculture di simili dimensioni, due fotografie che ritraggono gli artisti stessi in abiti non loro, una branda senza capo ne coda con due cuscini posti frontalmente, due identici apparecchi radiofonici sintonizzati su due diverse stazioni, sono solo alcuni dei modi con i quali Coser e Dall'O si “specchieranno” uno nell'altro, nella consapevolezza che il doppio è tale come ombra o come sosia. Che, in ogni caso, esso è la nostra immagine riflessa nello specchio. Un modo per continuare a riflettere su se stessi e su tutto il resto. Per sottolineare ancora una volta come l'opera d'arte, se tale, si definisce necessariamente nel suo specchiare e rispecchiarsi nel mondo intorno, quello attuale anche quando saturo di memoria, visibile e invisibile.

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